Presto di nuovo attivo…

…ancora qualche giorno di pazienza!

Enrico

L’apoteosi dell’air guitar

Andiamo, siamo sinceri: chi è il masochista che si nega un assolo di chitarra immaginaria ascoltando la propria canzone preferita? Personalmente ritengo che l’air guitar (da Wikipedia: espressione inglese con cui si indica il mimare con frenesìa il gesto di suonare la chitarra, fingendo di averne una tra le mani e seguendo l’assolo principale o la ritmica del brano che si sta ascoltando) sia l’unico vero modo per muoversi su un pezzo rock.

Frets on Fire poseMa la tecnologia ha donato ai rocckeggiatori di ogni età uno strumento che affianca l’air guitar e permette anche all’ultimo degli incapaci di vedere scaturire dalle proprie mani i riff più noti dell’universo musicale. In principio fu Guitar Hero, un titolo per la console PlayStation2 venduto insieme a una periferica a forma di chitarra: su quest’ultima, cinque tasti e una levetta che mimano i tasti e le corde della chitarra vera. La comunità open source non ha impiegato molto a innamorarsi di un concept simile e a tradurlo in un progetto per pc. Il risultato è Frets On Fire, un programma del tutto simile a Guitar Hero che trasforma la tastiera del pc in chitarra.

 

Il punto di forza, rispetto a Guitar Hero, è la libreria di brani disponibili: in Frets on Fire, chiunque può prendere una canzone e trasformarla in un brano eseguibile. Senza contare i pezzi importati dai due giochi per PlayStation2, reperibili attraverso un programma peer to peer come Emule. If you’re rock, rock with Frets on Fire!

E dato che un video vale più di mille parole… indovinate di chi sono queste mani?

Big Brother in the sky

E’ la prima volta che guardo un reality. E lo sto guardando dal giorno uno, incredibile. Finirà giovedì sera, e un po’ mi dispiacerà, ormai ero affezionato a questo appuntamento. Fortunatamente, salvo imprevisti, tra circa sei mesi andrà in onda ancora una nuova edizione.

Non c’entrano le fattorie, le case, i tronisti e le isole, il reality di cui parlo non era trasmesso in tv. Il media? Internet. Il produttore? La Nasa. Altro che Endemol. Se navigate fino al sito dell’agenzia spaziale americana, trovate il link a Nasa Tv: da dodici giorni la gente di tutto il pianeta può assistere in streaming alla missione dello shuttle Atlantis, che pochi giorni fa ha attraccato alla stazione spaziale internazionale.

Passeggiata spaziale

 

E’ chiaro che si può essere più o meno coinvolti da un’avvenimento simile. Da appassionato di aeronautica, tecnologia e fantascienza, il programma spaziale è un’avventura umana che mi emoziona profondamente. Per molti, al contrario, è noia allo stato puro, o più semplicemente una questione di scarso interesse. Per carità, rispetto qualsiasi punto di vista in merito. Eppure, la formula proposta dalla Nasa per permettere a tutti di seguire l’evento – 24 ore su 24 di copertura sulla missione Sts-117 – ha messo in diretto contatto il pubblico con l’aspetto emotivo di un evento normalmente percepito come una faccenda da ingegneri. Dei reality terrestri sono mancati (si fa per dire) l’ignoranza, i rutti, gli sfigati che palpavano le tette alle ragazze zoccole. Al contrario, la diretta con lo spazio è stata sempre molto asciutta, offrendo soprattutto lunghe panoramiche e interminabili silenzi: poche dirette con l’equipaggio, che si è sempre mostrato diplomatico, professionale, politicamente corretto. Dopotutto è una missione coordinata da Nasa e agenzia spaziale russa, mica dal Bagaglino. Ma ci sono stati momenti della missione che avrebbero emozionato chiunque: come le passeggiate nello spazio, che attraverso le casse del computer portavano a terra il respiro degli astronauti impegnati a montare i pannelli solari, sospesi nel nulla cosmico. O la riparazione dello scudo termico, che impedisce allo shuttle di bruciare al rientro in atmosfera, affidata a un uomo che aveva tra le mani la sorte sua e dei suoi compagni di viaggio.Non è stato uno spettacolo, ma un reality in senso stretto. Anche se la regia si è riservata di filtrarne i contenuti, era tutto vero, nulla di costruito, neppure le emozioni di quei nove pionieri.

Fino a domani pomeriggio Nasa Tv trasmetterà in diretta le immagini dallo spazio, dopodiché lo shuttle Atlantis ritornerà a terra. Potete seguire la conclusione della missione a questo indirizzo.

Se la nave affonda

A qualsiasi scala la si guardi, l’umanità mostra di essere a un passo da una nuova età buia. Trovo azzeccato il paragone con la caduta dell’Impero Romano: da uno status quo che dà per scontata la pace e l’abbondanza, un repentino sconvolgimento che porta alla barbarie e all’anarchia.
Nella sola giornata di ieri il mio cervello ha collezionato abbastanza cattive notizie da costruirsi un’immagine del futuro decisamente preoccupante.

Immagine da Discaricart.org

Nella discussione sull’opportunità della realizzazione dello scudo missilistico Nato, la Russia si inserisce affermando che è pronta a puntare i suoi missili sull’Europa. Può benissimo essere che si stia facendo a gara di chi la spara più grossa, e in questo caso Putin stravince, ma questi toni non giovano a nessuno. Spaventano, creano diffidenza in un mondo già abbastanza sospettoso, delineano un futuro di tensioni internazionali ormai anacronistiche.
Il clima impazzisce. D’accordo, questa è una frase che non significa nulla, che fa gioco ai telegiornali e ai quotidiani. Ieri però sono stato al supermercato, e mi ha sconvolto pensare allo smaltimento delle tonnellate di rifiuti derivati da tutti quei prodotti, alle conseguenze dell’uso di migliaia di litri di detersivi, anticorrosivi, vernici, brillantanti. In questo caso siamo già oltre il punto di non ritorno, entro poche decine di anni pagheremo le conseguenze del nostro atteggiamento di disinteresse nei confronti dell’ambiente. Dovremo adattarci a un clima aggressivo, alla carenza di acqua, a nuove malattie e invasioni di parassiti. Se siete scettici, la prossima estate ve ne darà un assaggio.
Dall’Italia arriva una tale quantità di motivi per essere angosciati, che non saprei da dove iniziare. Che dire dell’interessante articolo di Repubblica pubblicato ieri? A questo punto le discussioni sul distacco della politica dalla vita di tutti i giorni sembrano accademiche. La democrazia nel nostro Paese è a rischio oggi più che mai: poteri di controllo occulti, legami tra politica, multinazionali, servizi segreti. Siamo a un passo – sempre che non sia troppo tardi – da una repubblica fantoccio mossa dal più classico dei governi ombra. Chi muoverà un dito per evitare la catastrofe?
Come se non bastasse, in un impeto di autolesionismo ieri sera ho seguito ben due documentari sulle mafie: uno, trasmesso su La7, parlava dell’infinita guerriglia di Napoli. Gli stessi napoletani sono ormai convinti che la situazione sia insolubile, e che la città sia divisa in due parti: quella governata dalla Camorra e quella abitata dalla borghesia che si è adeguata alle condizioni imposte dalla Camorra. Il secondo documentario, su una marcia in memoria di Falcone e Borsellino, era su Mtv. Notare che nel frattempo la Rai trasmetteva fiction e canzonette. Ho fiducia nei giovani siciliani, ma intanto la Mafia continua a riempirsi le tasche indisturbata grazie a pizzo, estorsione, minacce.

Se la nave affonda, come sta affondando, cosa facciamo? Afferriamo un salvagente, sperando nella buona sorte? O tentiamo di saldare i buchi nella chiglia? Come dicevano i coraggiosi poliziotti napoletani del documentario di ieri sera, siamo sempre in attesa che qualcuno dia il buon esempio. Che ognuno faccia la sua parte per migliorare le cose. Ma il ruolo di quel qualcuno, di quell’ognuno, lo lasciamo sempre volentieri ad altri.

Enrico

Dieci cose da fare prima dei trenta

Non si sa mai, magari mettendole nero su bianco inizio a darmi da fare per ottenerle.
In ordine crescente di importanza:

10. Guidare una Ferrari

9. Cena-intervista con il Papa, il presidente del Consiglio o il presidente della Repubblica

8. Organizzare (e magari presentare) un concerto per i gruppi di Asti sponsorizzato dal giornale

7. Una vacanza in Scozia

6. Vedere le Alpi dal sedile del copilota di un aereo da turismo, decollando da Aosta

5. Attraversare con gli sci ai piedi la Vallée Blanche

4. Andare ad abitare in una casa tutta mia

3. Diventare un disegnatore appagato dai propri lavori

2. Pubblicare un romanzo

1. Laurearmi

« Pagina PrecedentePagina Successiva »